Foto di Alberto Murtas (scattata di nascosto) *****************************
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Segnalazione: Argomenti > Profili > Hanno scritto (Filippo Martinez)
Il 3 agosto a Torre delle Stelle serata con Nino Nonnis, che proporrà "La Sardegna è singolare femminile".
Lunedì 24 maggio alla Cineteca sarda di viale Trieste, alle ore 18.30 Presentazione del corto "Benvenuto Khalid" di Peter Marcias con Andrea Dianetti e Nino Nonnis.
Nelle librerie il libro "Gente di lago - ai margini della storia" di Fulvio Fo, già autore di "Pescatore di sogni"
Domenica 23 maggio - ore 21.00 - Teatro Civico Sinnai "Su certu" di e con Nino Nonnis Spettacoloconscopibenefici,ancheperlospirito
Recensione di Livia Di Pasquale da "Liblog"
Come può la vita di un normale bancario diventare un soggetto interessante? Tra cifre, routine, vita di corridoio e frecciatine ai colleghi non sembra proprio lo spunto ideale da cui iniziare una narrazione. Eppure, come rendere tutto questo più che vivo lo illustra Nino Nonnis, con il suo romanzo Una donna tutta d’un pezzo.
Una narrazione che tutta d’un pezzo non è: il libro infatti si divide in due ampie parti, delle quali la seconda fornisce la chiave interpretativa per la prima. Il tutto senza che il lettore avverta alcunché di questa dualità, sin dal principio. Per tutta la prima sezione seguiamo ignari Marco, uomo apparentemente ordinario, con i suoi diverbi arguti col direttore dell’agenzia, promosso in vece sua, e i suoi abboccamenti con la collega seducente mentre si scoprono parti di cadavere di una donna che potrebbe essere sua moglie, scomparsa da qualche mese.
Impossibile non pensare a Dexter, la famosa serie televisiva, anche per l’uso del punto di vista e la possibilità di seguire i pensieri del protagonista, anche se il contesto è totalmente diverso e la soluzione del giallo è più che inaspettata. In questa prima parte Nonnis usa una suspense alla Hitchcock: sappiamo che c’è una bomba sotto il tavolo, e vediamo i personaggi conversare amabilmente, incoscienti del pericolo.
Nella seconda parte, quella della scoperta e dell’interpretazione, l’autore diventa una presenza più tangibile, utilizzando uno dei personaggi (non vi posso svelare quale) come suo diretto portavoce, e disquisendo di editoria, di critica, di arte e di mercato culturale con sagacia e senza presunzione ma, ancora più importante, con un linguaggio diretto, pulito, chiaro. E rovesciando con ironia tutto ciò di cui il lettore si era convinto strada facendo.
In questo Nonnis dimostra una grande abilità, compiendo alcune escursioni nel giallo classico per poi virare verso una storia che non appartiene ad alcun genere specifico: riflessione, qualche elemento da thriller, sguardo sornione, capacità di critica sono gli ingredienti fondamentali che mescola per ottenere il giusto equilibrio narrativo. L’espediente di cui si serve nella transizione tra le parti è antico e molto usato, ma inquadrato questa volta in un’0ttica moderna che gli toglie la patina del cliché.
Lo stile si avvia lentamente, per poi diventare sempre più ritmato; lungi però dall’essere un difetto, è un tratto funzionale, che permette di entrare in poche pagine nell’ambientazione ed essere introdotti gradualmente ai personaggi, tanti, troppi per un inizio incalzante. La scrittura sa essere pungente quando necessario, mai neutra sebbene sempre schietta e comprensibile.
Un libro soprendente, avvincente dalla prima all’ultima pagina. Da leggere con l’occhio attento alle numerose citazioni.
Recensione di Gigi Cancedda su Miele Amaro
Il titolo e la strutturazione del libro in due parti, ci indica uno stile letterario e un registro linguistico di questo autore. Con questo libro Nonnis smentisce quanti lo vorrebbero sempre e comunque il cantore, certo bravissimo, della “cagliaritanità”. C’è nel libro la sua capacità di dominio della finzione letteraria: il titolo fuorviante, che tiene in smacco il lettore per buona parte del racconto, l’atmosfera del giallo classico, la galleria di personaggi maibanali pur nella loro “ordinaria semplicità”, densi di tic e debolezze umane. Nonnis dipinge questo quadro con un fare sornione e ironico, tratteggiando i vari personaggi, anche i minori, con una qualche imperfezione, debolezza, un meno che li rende comunque unici e distinguibili.
La trama. C’è un delitto vero, efferato, quasi da psicopatico serial killer, pezzi di donna ritrovati in un cassonetto. Le armi usate, ricordano in parte Jack lo squartatore o il più recente Dexter televiso, sono ritrovate nel cofano di una macchina il cui proprietario è il nostro rivaleper eccellenza. Nel lavoro viene promosso, senza merito e senza titolo adeguato invece nostra, e nel privato (la vita coniugale) dove ildemerito è solo nostro. E questo, Marco Locatelli lo scopre per una sorta di ostentata e provocatoria insinuazione del suo direttore e dallo stillicidio di frasi che vorrebbero essere amichevoli e confortanti dei colleghi, ma proprio per questo risultano destabilizzanti e rivelatrici di una verità che non vorremmo mai conoscere perché ci disorienta…”Stavamo parlando, sai come si fa, un po’ dell’uno e un po’ dell’altro argomento, e lui si stupiva del fatto che tua moglie, una donna così intelligente e sensibile…diceva…potesse stare con uno come te. Lo diceva convinto, come se la conoscesse molto bene…-Cosa vuoi dire con “uno come me?” -Non lo dicevo io, lo diceva Marinéi- Sì. E lo diceva a te e non so a quanti altri. E tu cosa hai detto? – Ho detto che anche per me Ada era una donna molto intelligente…- mentre io invece..-Non abbiamo parlato di te. Sai bene che non mi permetto.—“Non abbiamo parlato di te”.
Provò un odio nervoso per Marinéi e un’improvvisa disistima vicina alla nausea per Casti. Perché mai quei due dovevano agitare la sua serenità?”…-
La polizia indaga, si arriva relativamente presto anche al colpevole, e la vita sembra trascorrere come prima: si sa che ci scoppierà una bomba tra i piedi, ma si continua come se niente fosse. Le salaci battute tra colleghi, gli amici ritrovati al bar, la seducente collega che forse forse, con la scusa della stampante che non funziona, magari vorrebbe capire se funzioni tu…E qui entrano in scena le donne, croce e delizia per tutti i maschi del mondo.
Nonnis è sicuramente uno di quegli scrittori “con il più alto tasso di “sensibilità femminile” Ricordo lo scrittore per il teatro che con la commedia - Donne si nasce vedove si diventa- interpretata da sole donne, che con il nero del lutto assurgono a mantidi religiose… Ecco l’argomento e questione, su cui i maschi, stando anche molto prudenti, tendono a scivolare facilmente. Nonnis ha per le donne una più che evidente rispettosa attenzione-soggezione, le “sue” infatti, sono sempre donne quasi indomabili, spesso vincenti, pratiche e scaltre, impudiche quel che basta e con la consapevolezza ruffiana dei propri poteri e attributi.
Nonnis, con questo romanzo, cerca di rispondere a modo suo, al tema che lui stesso, con un titolo volutamente contradditorio e fuorviante, ha posto come programma: Come è possibile che una donna, “mani e piedi gettati in un cassonetto…tagliata con un machete e un seghetto”, possa essere anche “tutta d’un pezzo”? Il libro ci prende per la sua ironica amabilità, ci fa entrare nella suspence da noir classico, ci fa andare fuori strada con un finale che stravolge convinzioni assunte in precedenza; accattivante per quanti hanno il gusto dell’autoironia, del non prendersi mai totalmente sul serio e della salutare menzogna letteraria.
Martedì 22 settembre ore 22.00 a Cagliari piazzetta Savoia incontro con lo scrittore "Michael Zadoorian" presenta Nino Nonnis. Interverrà lo scrittore americano
"Musica nera" - ed. La Riflessione - Stefania Frigau
"Accabadora" - ed. Einaudi - Michela Murgia
"Il bastone dei miracoli" - ed. Adelphi - Salvatore Niffoi
"La macchina rossa" - ed. Zonza - Antonio Volpi
"I marinai sardi sardi nella flotta romana" - ed. La riflessione - Giuseppe Luigi Nonnis "Passeggiate semiserie: quartiere Stampace" - ed. La riflessione -